Ottobre 23, 2009 @ 00:59
Il miglior attacco è la difesa.

Mancava poco alla fine della partita di Champions tra inter e Dinamo e nel tentativo di portare a casa tre punti importantissimi, Mourinho decideva di fare entrare come ultima sostituzione, un difensore: Marco Materazzi;il quale non si è posizionato davanti a Julio Cesar come il suo ruolo naturale vorrebbe, ma è andato in avanti in qualità di bomber nella speranza di combinare qualcosa di buono come mettere la zampata in qualche mischia furibonda in area o colpire di testa,alto com’è ,qualche spiovente lanciato dalla disperazione collettiva.
Purtroppo nulla di tutto questo. La partita è finita con un pareggio.
A questo punto mi è venuta alla mente una considerazione, l’unica spiegazione possibile: Mourinho, forse per un problema di lingua, ha interpretato al contrario un noto proverbio italiano. Nel qual caso, l’ingresso in campo di Materazzi avrebbe pure una logica dettata dal buon senso.
Se il proverbio infatti dice che quando c’è da difendersi la miglior difesa è l’attacco, perchè mai non potrebbe essere che quando si tratta di attaccare la miglior cosa da fare sarebbe inserire qualcuno della difesa. In fondo nessuno mai è riuscito a dimostrare che i proverbi non godono della proprietà commutativa ossia quella proprietà che sostiene come invertendo l’ordine delle parole il risultato non cambi.
Non è cambiato infatti. Sul 2-2 è rimasto fino al termine della gara.
Che sfortuna!
Ora sicuramente c’è qualcuno che al solito per colpevolizzare Mourinho potrebbe anche obiettare che non si ha una prova reale della validità di questo teorema “al contrario”. Neanche un esempio pratico che ne avvalori la tesi. Di certo costui però non è da definirsi un osservatore attento. Impossibile infatti non notare come in una partita solo da vincere, i più pericolosi e che hanno dimostrato capacità realizzative da veri bomber sono stati proprio i difensori. Eto’o non ha avuto altro che invidiare il colpo di testa di Samuel che ha incornato nell’angolo alto ed opposto della porta avversaria. Così come forse ha invidiato lo stacco ed il colpo di testa di Lucio, anche se nella porta sbagliata.
In una partita così è comprensibile allora che Mourinho abbia creduto che a buttar la palla dentro una porta, possibilmente quella giusta, ne fosse capace soltanto un difensore.Magari proprio Materazzi che altre volte si è dimostrato provvidenziale.
E forse Mourinho si sarà pentito anche di non aver messo Suazo in difesa visto come gli viene bene spazzare fuori la palla in prossimità di una porta. Chissà, forse l’inter non avrebbe preso alcun gol con un difensore così. La verità è che ancora una volta Mourinho con Materazzi come punta nel finale ha provato la mossa della disperazione. Tutti gli allenatori ne fanno una quando si trovano in difficoltà.Ovviamente lui non è uno qualsiasi, perchè lui è lo “Special” e quindi deve fare sempre qualcosa di più originale, che nessun altro allenatore neanche si sognerebbe di fare.
E giusto così.
Ma intanto nella notte da “Campioni”, nel silenzio amaro che lascia la delusione del risultato, m’è sembrato all’improvviso irrompere una stridula e grassa risata Jesina.
Caro Mancio, anche se da “non special”, tu i gironi della Champions li sapevi fare bene.
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