Maggio 11, 2010 @ 14:50
Se lo chiede la Fiat…
Ancora una volta durante questa stagione calcistica che va a concludersi una società di calcio, come noto di proprietà FIAT, proclama, stavolta ufficialmente e formalmente, di chiedere agli organi calcistici preposti la revoca dello scudetto 2006 assegnato all’Inter. Se lo chiede la Fiat, allora sì che bisogna accondiscendere…..
Con un tempismo ancora una volta appropriato, quella società distoglie l’attenzione pubblica e quella dei propri tifosi dalla misera stagione fallimentare avuta sul campo, a riscontro della quale però il CT della Nazionale campione del mondo risponde portando ai mondiali in sudafrica 8/9 bianconeri artefici del settimo posto in campionato e con quei difensori che alla Confederation Cup hanno fatto
ridere il mondo, così come ai recenti impegni europei falliti dalla società di appartenenza.
Il presupposto su cui si fonda il reclamo bianconero parte dai recenti sviluppi di un processo penale che si svolge a Napoli: da nuove (?) intercettazioni telefoniche (ma come, non era l’Inter che
gestiva il traffico telefonico con Tronchetti Provera?) si è scoperto che anche altri dirigenti ai vertici delle rispettive società parlavano al telefono con designatori ed arbitri.
Nel caso della telefonata tra Facchetti e DeSantis si chiacchiera di una gara già effettuata, come tra due conoscenti che commentano il risultato e la partita in se. Ebbene, questa sarebbe una prova tale da consentire alla società degli Agnelli di chiedere il pari trattamento (con le proprie colpe che l’hanno condotta in B) e da far risaltare una “slealtà sportiva” o addirittura “l’illecito” a cui ha sempre
mirato, mediaticamente, il signor Moggi, radiato di fatto da cariche sportive.
Le altre “terrificanti” prove portate in processo dagli indagati -che, si ripete, non è quello sportivo, che, piacca o no, si è già consumato nel 2006 - spesso dimostrano ancor più il legame reale che
c’era tra i vari “associati”, Moggi compreso, e fanno risaltare come invece i protagonisti riconosciuti colpevoli in campo sportivo cercassero di tenere buoni rapporti con le società che negli anni
erano state danneggiate dalla loro “associazione a delinquere”.
Infatti le telefonate varie portate alla pubblica gogna dai media non solo altro, di solito, che chiacchierate di routine di cui si è ampiamente discusso anche in questo sito.
Ciò posto, una società che dovrebbe chiudere col passato, non rimpiangere certi personaggi e nemmeno dichiarare di avere 29 scudetti e di aver vissuto anni splendidi durante quelle vittorie, si muove ufficialmente adobrando dubbi su uno scudetto ormai conquistato sul campo: se squalificano i primi due, come avviene in formula 1, vince il terzo, e sul campo!
Sarebbe il caso, quasi quasi, che l’Inter, arrogandosi un interesse legittimo che ha tanto quanto qualsiasi altra società affiliata alla FIGC (Fiat compresa), memore del “memoriale Facchetti” e attraverso proprie illazioni supportate da filmati sugli andamenti delle partite con oggettivi e sproporzionati errori arbitrali, decisivi, per es., nei finali dei vari campionati, chiedesse adesso la revoca di scudetti altrui, perchè se basta una telefonata (sì, vietata) tra un dirigente e un arbitro che parlano di calcio e non creano una lobby a pretendere una revoca, non vedo perchè prove di diverso tipo ma più clamorose non possano autorizzare una “provocazione” del genere e gli estremi dell’illecito sportivo: se è vero che l’arbitro può sbagliare, è strano vederlo sbagliare nei momenti decisivi sempre e solo in un’unica direzione, specie se gli errori sembrano evitabili.
Ci lanciamo in un’elencazione soggettiva e d’istinto degli scudetti di cui potrebbe chiedersi la revoca?
Eccola: 1935 - 1961 - 1964 - 1967 - 1972 - 1973 - 1977 - 1981 - 1982
- 1986 - 1997 - 1998 - 1999 - 2002 - 2003 - 2005 già revocato!, e
allora sì, possono pure revocare il titolo del 2006 già tolto ai ladri
di Torino.
Grazie dell’attenzione….AD MAIORA !
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Grazie a tutti, a Moggi, a Tuttosport, Garrone, Del Piero, Cobolli, Blanc, Bettega e quanti altri si fossero uniti nel più classico dei pianti di fine anno.
Incredibie quanto stiamo vivendo e sopportando.
E’ un Milan nervoso che forse paga le frecciatine di Berlusconi di inizio settimana.

