
E’ difficile rimanere lucidi in momenti come questo, quando il calcio dovrebbe restare solo uno sport, anche se con riflessi sociali, e proprio alla delicatissima vigilia di un Inter-Chelsea che vale una stagione.
Tutti i media si sono compattati, classe arbitrale, organi sportivi e addetti ai lavori non dell’Inter hanno esternato pontificando contro Mou e i suoi giocatori (e tifosi!), tutti in nome dell’applicazione del “regolamento” effettuata sabato sera dal signor Tagliavento, con 8 o 7 in pagella!
Eppure la 25^ giornata di serie A è stata costellata da errori a ripetizione – come quasi tutte le precedenti tornate – che finora hanno fatto lamentare tutte le società, dalle piccole alle grandi (o meglio, Roma, Milan e Juve hanno poco di che lagnarsi), ci sono stati Presidenti che hanno pubblicamente invocato serietà, la tecnologia in campo, il prossimo ritiro della loro squadra, e Allenatori che ogni domenica si sbracciano, sbraitano, invadono zone di non competenza, insomma si muovono e protestano tanto quanto il Mourinho dell’Internazionale F.C.. Però, a sentire i media e i colleghi di un Zanetti, di un Moratti, di un Mourinho, solo l’Inter ha sbagliato sabato sera: “ci vuole più educazione, niente sovreccitazione, tutti hanno visto, il clima è stato surriscaldato in settimana” e via dicendo. Quando è stata l’Inter a far notare che altri avevano surriscaldato l’ambiente pre-gara e potevano influire sull’arbitraggio, è stato detto a Mourinho e soci di stare zitti: anche in questa settimana pre-partita Ranieri, Zaccheroni, Mazzarri hanno voluto avere l’ultima parola, tra l’altro adducendo argomenti ridicoli già azzerati dal precedente articolo di ObaOba, nessuno che dica a Spinelli o Mezzaroma o Lotito o DeLaurentis ecc. di non esagerare con le proteste, di abbassare i toni…
I media – compresa la Rai con il signor De Luca – chiedono maggior rispetto verso la classe arbitrale, perché si sta esagerando, ma “sono gli stessi che hanno dato retta e voce alle proteste per es. di un Malesani furibondo in diretta Tv” per una punizione subita a 35 metri dalla porta, che c’era comunque, ignorando il precedente aiutino avuto a suo favore. Verso l’Inter, invece, si è applicato il regolamento alla lettera: peccato che avremmo voluto vederlo applicato sempre, nella stessa gara.
Pazzini mette le mani in faccia a Muntari e non viene ammonito (anche se avesse ammonito entrambi, era decisiva la 1^ ammoniz. al provocatore sampdoriano), poi lo stesso scalcia a palla non in gioco Lucio, sarebbe rosso diretto già nel 1° tempo, ma viene solo ammonito, e bisogna attendere il suo fallo degli ultimi 15 minuti per vederlo espulso; il cascatore Pozzi, già ammonito, fa le sue sceneggiate decisive sulle espulsioni di Samuel e Cordoba, va bene che Tagliavento non ha la moviola e non vede che il braccio teso di Samuel è lì da un bel po’ prima che Pozzi si decida a cadere dopo aver cercato l’impatto, ma quando dopo pochissimi minuti espelle Cordoba avrebbe dovuto notare che il fallo era di irruenza ma non violento, che si era nella metà campo della Samp e che il cascatore ha fatto un tuffo in avanti prima ancora del contatto. Diciamo anche – sportivamente – che i nostri due difensori a volte giocano al limite, e le ammonizioni se le vanno a cercare, soprattutto Cordoba (come faceva Burdisso), così spegniamo ogni accusa di vittimismo.
Nemmeno il buon senso ha aiutato l’arbitro, non vediamo mai nelle altre partite due giocatori della stessa squadra espulsi nel giro di sei minuti anche “applicando” il regolamento, né vediamo mai ammonizioni a centrocampo per “simulazione” (come a Lucio nel derby), in area sì, le ammonizioni per i simulatori ci sono, ma Eto’o è stato toccato in velocità quel tanto che basta per cadere giù, ed è stato ammonito: se i doriani chiedono il rigore per l’intervento scomposto di Stankovic in area Inter, non può ignorarsi il penality su Eto’o, che i moviolisti hanno minimizzato (come l’intervento di testa a liberare in area di Lucchini sempre su Eto’o, in pratica affossato dal braccio). Cosa si va a vedere, allora? L’intervento – di frustrazione e stanchezza – di un corretto Milito che va a far del male a Palombo nel tentativo di conquistare una palla, sarebbe bastata l’ammonizione, invece invocano il rosso diretto, peccato che per i cartellini mancati ad Abate e Gattuso, per es. in Bari-Milan, non si invochi tanta “applicazione” corretta, né per il fuorigioco (dubbio, anzi inesistente) fischiato a Milito su lancio di Maicon, con l’attaccante solo a tu per tu con Storari.
Ecco, noi avremmo semplicemente voluto il rispetto del regolamento in tutte le partite della giornata: se Bonera, nel 1° tempo, si disinteressa della palla e mette giù Barreto del Bari (per il CorSport “Gava” ha la visuale libera, per la Rosea invece no, ciò dimostra l’attendibilità dei loro moviolisti) non solo è rigore non dato contro il Milan, ma il difensore va ammonito o espulso, dopo Bonera rimedierà quella che sarebbe stata la 2^ ammonizione; se nel finale Abbiati para un rigore ma 4 giocatori del Milan sono già quasi sul dischetto prima del tiro, e uno di loro poi anticipa tutti e manda in angolo, quel rigore è da ripetere, e con due penality e un uomo in meno dubito che sarebbe finita con i tre punti per i rossoneri, ormai “indirizzati” ai –4 punti dall’Inter (vedrete che a Firenze qualcosa succederà, e il Milan si aggiudicherà il recupero). Così non è stato, l’applicazione del regolamento l’ha fatta a senso unico Tagliavento, elogiato e difeso dal giudice sportivo, nessuno ha dato risalto ai fatti di Bari, poco si è detto del gol vittoria della Juve (assist sospetto di del Piero, nessuna precedente ammonizione a Melo per un fallo di braccio), la stangata per decimare società e squadra nerazzurra è invece arrivata, come desiderato.
Di fronte a questo segnale chiaro e forte, chiediamo ai tifosi nerazzurri di non comprare più i tre noti quotidiani sportivi e di farsi portavoce verso l’Inter affinché, alla fine del silenzio stampa, Mou e chi per lui si limitino a interviste scontate e utilizzino il NO COMMENT ad ogni minima provocazione o domanda scomoda, senza accettare contraddittori a distanza con chiunque, da qui alla fine della stagione: è il minimo che chiediamo all’Inter F.C..
Adesso, concentriamoci contro i Blues!!!